Electronic music • Analog / Digital processing • Modular Synth Patch Composer

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elettro-do


CDr Digipack Ltd. Ed. 50 copies
Genre: Electronic
Total running time: 41m / 07s
Release Date: May 26, 2014
License: CC BY-NC-ND 3.0
Released on Nostress Netlabel (Italy)

Pre-listening Track

    Tracks:

  • elettrodo
  • elegant module
  • kurante elektro
  • trainautomatik
  • tajna Nikole Tesle
  • W.O.K.CG.
  • circuit0
  • phasendiagram
  • nereveno

Over a year away from an earlier EP of ambient music, Paolino Canzoneri, founder of Nostress Netlabel and batenim netlabel, contributes once again with a new album of bit extreme electronic music. "elettro-do" is an album not inspired but dedicated to everything that represents the evolution and human progress since Nikola Tesla laid the foundation for the launch of a second industrial revolution. Electronic music of this album is mainly composed of metallic sounds, often noisy and grainy but also capable of "crept", hidden and minimized melodies as usual on his tracks sometimes atonal according to a massive use of analog and digital instrumentation that open panoramas to reach pure and abstract experimental music of classic mitteleuropean ispiration. Paolino Canzoneri "gives us" electronic music and poses himself as a sort of conductor just as an electrode that transmits nines "electric shock-musical" independent and different from each enclosed in a new limited edition CD. Few copies available strictly recommended for forbearing fans of the genre.

Oltre un anno di distanza da un precedente EP di musica ambient, Paolino Canzoneri, fondatore di Nostress Netlabel e batenim netlabel, contribuisce ancora una volta con un album di musica elettronica dalle tinte un po estreme dal titolo "elettro-do". Un album non ispirato ma dedicato a tutto ciò che rappresenta l'evoluzione e il progresso umano da quando Nikola Tesla pose le basi per l'avvio di una seconda rivoluzione industriale. La musica elettronica di questo album è costituita prevalentemente da suoni metallici, spesso rumorosi e granulari ma anche capaci di melodie "insinuate", nascoste, rese all'osso come spesso è consuetudine nei suoi brani a volte atonali grazie ad un massiccio impiego di strumentazione analogica e digitale che consente e apre ampi panorami sino a giungere allo sperimentalismo puro e astratto di classica ispirazione mitteleuropea. Paolino Canzoneri ci "da" musica elettronica e si pone egli stesso come una sorta di conduttore proprio come un elettrodo che trasmette nove "scariche elettrico-musicali" ognuna indipendente e diversa dall'altra racchiuse in un nuovo CD in edizione limitata; poche copie disponibili e strettamente consigliate per pazienti appassionati del genere.
Nostress Netlabel


Reviews (italian)

"lo definirei un ottimo tentativo di chill-in (un termine che ho coniato io), che esula dal disimpegno della classica chill-out e si addentra in territori sempre più complessi."

Maurizio Bianchi: Artista italiano di fama internazionale, pioniere della musica industrial sin dagli albori dei primi anni 80.

Una vecchia cabina elettrica della borgata di Mondello consunta dal tempo, dal sale, dall’usura, con un gatto vigile che sorveglia questo rudere (ancora funzionante) della società industriale. Sui muri una scritta sbiadita e rovinata, sicuramente fanciullesca e comunque sgrammaticata, segno di un passato non epocale, non epico. Nel complesso, un’immagine al tempo stesso desolante nella sua assoluta semplicità e quotidianità, e tranquillizzante nel suo essere, tutto sommato, familiare. È questo il tema dello scarno ma efficacissimo artwork del nuovo lavoro di Paolino Canzoneri: una fotografia che sembra scattata negli anni ’80 e che appare vintage, appartenente ad un’altra epoca ed evocativa proprio per il gusto smaccatamente retrò. Partiamo, in questa recensione, da un’immagine perché, almeno a parere di chi scrive, essa costituisce una delle possibili chiavi di lettura per decifrare un disco difficile, attraversato da fantasmi alla ricerca di una casa da infestare. Un disco che pretende d’essere ascoltato con attenzione e che vive di un mix di soluzioni e suggestioni, come si diceva, retrò e, tuttavia, processate e proposte a mezzo di apparati iper-contemporanei e di sonorità digitali. elettro-do è così: attitudine krauta (Tangerine Dream? Harmonia? Cluster?) filtrata attraverso gli insegnamenti di Apex Twin o Autechre – basti ascoltare elegant module, il secondo brano del lotto, per rendersene conto. In questa forbice, tra le scorie creative della sperimentazione tedesca degli anni ’70 e la deriva digitale ed impressionista della Intelligence Dance Music, elettro-do esibisce una materia sonora, come si può capire, assai variegata e complessa. La title track (che è anche quella posta ad apertura del disco) è, in tal senso, un pezzo-manifesto che, nel suo ossessivo e minimalista girare su se stesso alla ricerca di nient’altro che sia il puro piacere di nuotare in un mare elettrico, riassume al meglio il contenuto profondo dell’ispirazione di Canzoneri e sembra quasi un omaggio a Rother, Moebius e Roedelius. Stessa cosa dicasi per un brano come tajna Nikole Tesle, dedicato al geniale ingegnere elettrico dai natali serbi (Tesla) ed ai suoi segreti, alla sua bizzarria, laddove, con una certa crudeltà, la musica si avviluppa su di sé, avanzando per il tramite di un ritmo spezzato, futuristico e malato (quasi che i teutonici pionieri cosmici avessero incontrato le deviazioni dei Throbbing Gristle). Il mare elettrico di Canzoneri talvolta si fa anche agitato, così le divagazioni sonore sulla tecnologia moderna si lasciano guidare da un ritmo pulsante e da Bpm quasi da dance floor (come succede in kurante elektro). È, però, solo un episodio, dopo di che le atmosfere restano e tornano più meditative, tra infiniti tappeti ammalianti e disperati richiami a qualcosa che s’è perduto per sempre. Sì, perché, alla resa dei conti, molti episodi sembrano dettati da una mancanza, come è per circuit0, deriva sonico-sperimentale tra pattern che si sovrappongono, groove che non esplodono, suoni che si intersecano senza mai trovarsi. O come accade a tracce del tipo di phasendiagram, colonna sonora di un incubo – buona, magari, per accompagnare una nuova pellicola su Tesla laddove una regia ed una sceneggiatura tra le righe intendessero concentrarsi solo sul lato più folle e delirante dello stravagante scienziato: la propugnata asessualità, le turbe ossessive, le invenzioni nascoste, i complotti, gli Ufo, le apocalissi elettriche….In ultimo, un finale in cerca di qualcosa di nuovo e di nuovo inafferrabile. Trattasi di nereveno che significa in esperanto "non ritorno" come un circuito elettrico interrotto, come un "black out". In un concept, in fondo, dedicato alla tecnologia, con un afflato verso di essa quasi metafisico, il finale non poteva che evocare l’interruzione del gioco, il black out appunto. Cosa potevamo aspettarci, del resto, dopo un trip di circa 40 minuti che intende portare l’ascoltatore altrove? In verità, il black out poteva essere ben più selvaggio, ma è come se, con un gesto di cortesia o benevolenza, Canzoneri volesse lasciarci l’ultima parola, mantenere qualcosa di non detto, coltivare una mancanza insomma. In definitiva, la ricca materia sonora, lo si sarà capito, non scorre via evanescente o, come accade a molte produzioni electro-ambient contemporanee, manieristica. A tal proposto, non è, forse, inutile ricordare che una delle più frequenti esperienze di chi si occupa di pescare/valorizzare l’underground dell’elettronica sperimentale è quella di trovarsi di fronte a prodotti, ep, album formalmente ineccepibili, ben mixati, ben lavorati e, tuttavia, senza un’anima, senza un progetto, senza alcun immaginario di riferimento che possa minimamente scuotere l’attenzione di chi non è strettamente addetto ai lavori. Fortunatamente, elettro-do sfugge a questo diffuso appiattimento formalistico, giacché non è un semplice esercizio di stile ben fatto e ben eseguito da un musicista rodato e d’esperienza, piuttosto, nei suoi vuoti e nelle sue ripetizioni, nei suoi tappeti che rimandano ad onde radio diffuse nello spazio per comunicare con chissà chi (è il caso, di nuovo, di phasendiagram), elettro-do svela la sua umanità: un disco, al fondo delle cose, pieno di nostalgia, di mancanze, si diceva, se vogliamo di desolazione. Tanto quanto desolata appare la cabina elettrica dell’artwork.


Pietro Maltese: Ricercatore presso l'Università di Palermo. Artista, compositore, fondatore e membro della band "Stasi" nonchè uno dei fondatori dell'etichetta Brusio Netlabel.

Elettrodo.
Evocativa passeggiata cosmica, verso la luna.
Sembra lontana.
Ci si arriva di corsa e al sicuro con l’elegant module,
e con i confortanti e rapidi passaggi sonici di kurante elektro.
Atterraggio e…
Rapida partenza.
Era solo l’inizio, di un avventura che ci porterà verso nuovi lidi.
Con trainautomatik si comincia a scorge qualcosa di interessante all’orizzonte, poi:
sospensione temporale,
attimo di attesa,
trattieni il respiro: ecco, l’industria, la fabbrica aliena.
Chiaro il ritmo delle macchine motrici di tajna Nikole Tesle che producono,
forse robot, forse astrovettori d’assalto. No, navi minerarie.
Tutto sotto controllo,
si può ripartire verso una nuova sfida.
W.O.K.CG.,
tempesta magnetica che ci cullerà rumorosamente con suoi nomi ispiratori, raccontati da un rassicurante pianoforte.
Ma non ci si può arrestare,
si deve proseguire verso un nuovo circuit0,
verso una nuova phasediagram.
Le turbine si scaldano, il carburante pesante sta per terminare, strani suoni dal locale macchine, passaggio al carburante leggero,
nereveno, il viaggio si fa più lento nel tempo,
ma ampio nello spazio.
Lontano.
Sereno.
Un sereno mare, blu.
Infinito.
Elettro-do.

Tito Castelli: Artista impro/performer (Static Waves, Radical Shit), ha pubblicato due Album digitali e conduce seminari su circuit bending, costruzione di noise machines etc. Attualmente membro attivo dell'etichetta Brusio Netlabel.

Releases

   
   
   
   

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